Ciao Presentati e raccontami un po’ del gruppo
Sono Lexy e sono la bassista! La band si è formata a Los Angeles nel gennaio 2020 al Whiskey a Gogo. Stavamo suonando con le nostre rispettive band, ci siamo incontrati ed è stato amore a prima vista. Durante il lockdown abbiamo parlato e abbiamo scelto il nome e la direzione artistica. Un hard rock con contaminazioni punk e testi e melodie che prendono dal rap e da artisti come Guccini o De Andrè, tutto rigorosamente in italiano. Il nome La Faida è stato scelto perché la nostra musica è un modo per vendicare tutto l’odio e i pregiudizi che noi, ma non solo noi, siamo costretti a subire nella nostra vita. Parliamo alla gente perché siamo gente, e combattiamo attraverso la musica per la gente!
Quando avete scoperto di avere questa passione e avete iniziato a suonare?
Credo che da giovani o da adolescenti siamo stati tutti colpiti dalle emozioni e dalle sensazioni che la musica e il rock ci davano e volevamo assolutamente replicare quei suoni in prima persona.
Quando è stata la vostra prima esibizione pubblica e dove siete stati?
La nostra prima esibizione come La Faida è stata alla Periferica Konnection! Il pubblico ha risposto in modo incredibile e ci siamo divertiti!
Quali sono i vostri artisti di riferimento?
Guns N ‘Roses, Skid Row, Motorhead, Eminem, De Andrè, Guccini, The Clash. Ce ne sono molti!
Avete studiato o siete autodidatti?
Possiamo dire che siamo tutti più o meno autodidatti!
Quale messaggio vuole trasmettere la vostra musica?
La nostra musica è una rivincita contro tutti i pregiudizi, contro l’odio ingiustificato, contro ogni sfruttamento. Siamo la voce di chi non ha voce, e attraverso le nostre canzoni vogliamo dire di andare sempre avanti, di lottare e di non fermarsi davanti a quello che la gente, in modo stupido, dice, senza pensare.
Avete un genere musicale e cinematografico preferito?
Per la musica, il rock assolutamente per tutti!
Per il cinema, invece, abbiamo gusti davvero variegati, io amo Scorsese, Tarantino, Sorrentino e i documentari storici, gli altri spaziano dai film comici alle serie tv, insomma, credo che se un film è valido, al di là del genere, vada visto! Come la musica, ovviamente!
Parlami un po’ di te, che tipo di persona sei?
Sono una persona che non bada ai fronzoli e va dritta al cuore della questione, qualunque essa sia!
La cosa più imbarazzante o divertente che le è capitata durante il suo lavoro?
Ne sono successe così tante che è difficile sceglierne una. Dal sembrare completamente ubriaco anche alle prove, agli sgabelli lanciati in aria, ai locali che puzzano di merda, agli aerei presi all’ultimo secondo. In effetti si potrebbe già scrivere un libro!
Avete in programma qualche progetto che pubblicherete a medio termine?
Per ora credo che suonare dal vivo sia la nostra priorità, poi sicuramente, avendo 16 pezzi pronti, credo che ci chiuderemo in studio per un full-length.
Avete qualche consiglio da dare ad altri artisti che hanno appena iniziato questo percorso come il vostro?
Come diciamo noi di Malamore, il vero amore è nascosto e vestito di nero. Se l’amore per la musica esiste, è vero, continuate nonostante le difficoltà, perché alla fine se avete davvero la voglia di fare arte, di fare musica, un giorno o l’altro arriverà il momento. Non aspettate pregando, ma conquistate lottando!
Grazie per l’intervista. È stato un piacere conoscerti meglio.