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Intervista a THE WØRST IN ME

Come è nato il vostro progetto musicale e qual è il significato dietro il nome “THEWØRSTINME”?

Il nostro progetto ha una storia particolare. Nasce dall’idea del nostro dj di portare in questo mondo un estratto della dimensione alternativa da cui proviene. In comunione con le intuizioni artistiche della nostra frontman il progetto si è concretizzato fino a diventare quello che si può sentire ora. Nell’intenzione di tener fede al preconcetto iniziale, ovvero quello di creare una fusione di generi che suonasse innovativa ed accattivante, e di associare il tutto ad un’immagine caratteristica ed originale, è stata effettuata una lunga ricerca per poter trovare le persone giuste che potessero trainare il gruppo nella giusta direzione e con le giuste intenzioni, e tutto ciò ci ha portati alla formazione attuale di cui siamo fortemente orgogliosi. Per quanto riguarda il nome volevamo qualcosa che ricalcasse il concetto di dualità che portiamo in scena non solo con la nostra estetica ma con i nostri stessi brani, qualcosa che abbracciasse l’ambivalenza di luce e ombra che interiormente contraddistingue ognuno di noi. 

La vostra estetica creepy/cute è un marchio di fabbrica per la band. Come è nata questa scelta e qual è il messaggio che volete trasmettere attraverso questa combinazione insolita?

È fondamentalmente un’ esternalizzazione ed un estremizzazione della dualità che citavamo precedentemente. I colori accesi che si contrappongono al nero così come gli elementi quasi fanciulleschi che si alternano a quelli più inquietanti e oscuri rappresentano due facce della stessa medaglia, che poi altro non è che la nostra essenza.

Il vostro singolo di debutto, “THE WØRST IN ME”, è stato rilasciato di recente. Cosa vi ha ispirato nella creazione di questo brano e qual è il vostro processo creativo tipico?

Non abbiamo un processo creativo che possiamo definire “tipico”, fino ad ora l’iter creativo è differito da brano a brano, nello specifico però la creazione di questo brano ha in realtà affrontato parecchie vicissitudini che hanno fatto si che dalla prima stesura alla struttura finale ci sia stato un notevole cambiamento ed il brano sia evoluto in maniera esponenziale finendo infine per diventare il prodotto di cui siamo fieri ora e che tutti possono ascoltare oggi. Il concetto è il medesimo che abbiamo già illustrato nelle prime domande, parla dell’accettazione di sé stessi, del nostro “lato oscuro” che troppo spesso tendiamo a demonizzare mentre, al contrario, è un guerriero instancabile che lotta per le nostre cause, talvolta ancor più di noi stessi. 

Avete mescolato elementi di diverse influenze musicali nel vostro sound, come il core con l’elettronica. Come avete sviluppato questa miscela unica e quali sfide avete affrontato nel fondere questi generi diversi?

Venendo tutti da background musicali differenti la principale sfida è stata trovare un sound che fondesse i gusti di tutti e creasse un connubio di cui fossimo pienamente soddisfatti nonostante le differenti influenze di tutti noi. È stato, ed è ancora, un esperimento continuo.

Collaborare con il produttore Lorenzo Accattoli per il vostro singolo ha influito sulla direzione della vostra musica? In che modo ha contribuito al vostro processo creativo?

Assolutamente. Quando abbiamo iniziato a lavorare con Lorenzo abbiamo scoperto in lui non solo un producer eccezionale ma anche un grande amico che ci ha saputo indirizzare al meglio, lavorare con lui non è solo un edificante esperienza professionale ma anche un costruttivo rapporto umano e personale da cui abbiamo imparato molto e per cui siamo molto grati. Ha dato vita e corposità ai nostri brani plasmati nell’argilla e il suo tocco ha dato quel pizzico sinistro in più al nostro sound che ha completato il quadro che volevamo ottenere alla perfezione. 

Come descrivereste il vostro mondo musicale a chi non ha ancora ascoltato la vostra musica?

La nostra musica è colorata ed esplosiva, una bomba a mano in un pacco di Natale. Dolce come zucchero filato, piccante come il peperoncino e soddisfacente come la vendetta. Il nostro è un mondo fatto di violenza, cannella ed ogni cosa bella, che sta a voi scoprire una nota alla volta.

Quali emozioni o esperienze volete che i vostri ascoltatori vivano attraverso la vostra musica?

La cosa fondamentale che vorremmo per i nostri ascoltatori è creare un safe space, grande anche solo il tempo di una canzone, in cui possano sentirsi loro stessi incondizionatamente.

La vostra band sembra abbracciare gli anticonformisti e quelli considerati “diversi”. Qual è il vostro messaggio per coloro che si sentono emarginati o diversi nel panorama musicale o nella società in generale?

Potrà suonare scontato ma il miglior messaggio che si possa lasciare probabilmente sarà sempre e comunque di non arrendersi. La fortuna può giocare un ruolo importante nella vita ma non c’è nulla che la disciplina e la costanza non possano ottenere quando ci si prefissa un obbiettivo e si è davvero disposti a perseguirlo fino in fondo. 

Cosa possiamo aspettarci in futuro da “THEWØRSTINME”? Ci sono progetti o collaborazioni imminenti che potete anticipare ai vostri fan?

Ne vedrete senza dubbio delle belle. Nei prossimi mesi sono arrivo dei nuovi singoli, di cui una cover. Siamo molto entusiasti di questi brani e non vediamo l’ora di farli sentire anche a tutti voi.

Siamo curiosi di sentire le novità che avete in programma, intanto grazie mille per l’intervista!