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Intervista As We Stray

As We Stray, il vostro EP di debutto, “Nothing To Lose”, sembra essere molto personale. Potete condividere qualche storia o emozione che ha ispirato particolarmente la creazione di questo lavoro?

Innanzitutto è un piacere per noi partecipare a questa intervista. Il concept dell’Ep nasce nel 2018 da Mark, membro fondatore, era da solo a Bangkok. Dopo diverse minacce ricevute sui social, decise di prendere una casa in centro alla capitale Thailandese per concentrarsi sulla stesura di quello che sarebbe stato il progetto As We Stray.

All’inizio sarebbe dovuto essere un Album intitolato per l’appunto “Nothing To Lose”, ma, all’entrata di Dave (Voce) nel progetto, è stato deciso di concentrarci sui 3 pezzi principali: Come n Net It / Blackout e quella che sarà la prossima release. Per noi è stato un percorso di crescita non indifferente, sapendo che siamo rimasti da soli e siamo ripartiti da zero, vedere quello che abbiamo tirato su in quest’ultimo anno ci è servito poi per scrivere quello che uscirà nel 2024

Dopo un periodo di inattività forzata a causa della pandemia, come ha influenzato il vostro processo creativo nel ritornare in studio per scrivere nuova musica?

Diciamo che perdere due tour americani e diverse date in Inghilterra è stato un colpo duro da sopportare. All’inizio del progetto eravamo soliti concentrarci sulla composizione solo quando eravamo tutti in studio per vivere il momento creativo insieme. A distanza ormai di qualche tempo ognuno di noi si è attrezzato per poter comporre a distanza, anche se ovviamente, il prodotto finale che avete potuto sentire esce da session intensive di lavoro sui brani grezzi. Ad oggi per noi è fondamentale avere una comunicazione costante e condividere pensieri estesi sulla società, eventi quotidiani e confrontarci per poter arrivare a scrivere canzoni che abbiano un significato.

Avete avuto l’opportunità di suonare con band iconiche. Qual è stata l’esperienza più memorabile che avete avuto durante uno di questi show o festival?

Suonare con band che hanno fatto la storia del nostro genere fa bene al cuore, e ci fa capire quanta strada abbiamo ancora da fare. A differenza di quello che si possa pensare, il nostro momento preferito probabilmente rimane poter condividere un pasto con questi personaggi conosciuti in tutto il mondo, potersi sedere vicini ed avere un confronto. Ovviamente scambiare opinioni sul live appena dopo aver finito di suonare ci è servito per inquadrare meglio il nostro cammino. La verità è che ci sarebbe bisogno di un libro per descrivere ogni storia. Dall’essere arrestati a Detroit a viaggiare mezzo mondo per 30 minuti di live. La musica è un mondo divertente. Da singoli membri della band avete un bagaglio di esperienze incredibili in tournée.

C’è un momento particolare che vi ha insegnato qualcosa di significativo o che ha influenzato il vostro approccio alla musica in modo particolare?

Uno in particolare non c’è, avere l’opportunità di vedere il mondo attraverso un finestrino, svegliarsi ogni giorno in una città nuova, conoscere persone, poter suonare e far divertire i fan. Sapere di essere da soli dispersi in qualche angolo del pianeta è forse la sensazione più bella.

Come descrivereste l’evoluzione del vostro suono da quando avete iniziato come band fino ad ora, specialmente considerando il vostro desiderio di influenzare il moderno post-hardcore?

All’inizio del progetto quello che scrivevamo usciva di petto, senza troppi pensieri. Siamo arrivati ad un punto nella musica odierna, in cui l’asticella è altissima, le band all’estero sono fenomenali. Per, ad oggi, noi l’approccio alla stesura dei brani e ai live è diventato un lavoro meticoloso, cerchiamo sempre di tenerci al passo con strumentazione e tecniche di lavoro innovative sul sound in fase di registrazione. Ma oltre a quello che è il vero lavoro, c’è un lato umano che è difficilmente captabile se non attraverso i nostri brani. Purtroppo un lato dimenticato dalle band nostrane è proprio l’attenzione alle liriche e al voler trasmettere qualcosa all’ascoltatore.

Ci sono piani per future tournée o progetti imminenti che i vostri fan possono aspettarsi?

A breve annunceremo un paio di news molto interessanti, per quanto riguarda tournée non possiamo ancora svelare nulla, ma 2/3 proposte sono già arrivate. Sarà un anno intenso per gli AWS.

Qual è stato il vostro più grande momento di crescita come band finora e cosa vi ha insegnato?

Il momento in cui Dave e Mark sono rimasti da soli a tenere su il progetto è stato il momento di svolta. Se c’è una cosa che sicuramente abbiamo potuto apprendere è che, oltre alle ambizioni personali, avere amici veri ci spinge a dare il massimo per realizzare i propri sogni. 

Vedete la vostra musica come un mezzo per trasmettere un messaggio specifico o è più un’espressione personale delle vostre esperienze?

Alla base quando ci confrontiamo sul concept del brano su cui lavoriamo, partiamo da un’esperienza personale, e poi cerchiamo di evolverla in modo che sia una “guida” per l’ascoltatore. Non ci piace scrivere canzoni fini a se stesse.

Ci sono nuove direzioni musicali o tematiche che state esplorando nella vostra musica attuale?

Sicuramente, ci è sempre piaciuto sperimentare. Ma possiamo assicurare che quello che deve uscire nel 2024 non se lo aspetta nessuno da noi. Gli hardcore fans sanno che abbiamo un lato tecnico e pesante, ma ci sarà il modo di scoprire di più quello che abbiamo in testa.

Come riuscite a mantenere un equilibrio tra le vostre influenze musicali diverse mentre create la vostra identità sonora unica?

Siamo tutti abbastanza divisi sulle influenze musicali ma non abbiamo un vero metodo per mantenere un equilibrio, passiamo dall’ascoltare lo-fi al country al metal anni 80. Durante l’ultimo anno abbiamo creato un’identità sonora (ci dispiace veramente tanto non potervi far sentire qualcosa subito) della quale siamo molto orgogliosi perchè è quello che più ci rispecchia.

Grazie mille per averci permesso uno spazio per parlare nel nostro amato paese.

Ci vediamo nel 2024

Mark // Dave // Alan // Foppo // Alex

Grazie a voi ragazzi, è stato un vero piacere!