Il vostro stile musicale e le vostre performance sceniche sono ispirati al mondo fantasy del Signore degli Anelli e ai nani. Qual è stata la fonte di questa ispirazione e come ha influenzato la vostra musica nel corso degli anni?
Il mondo fantasy a cui ci siamo ispirati di più neglio anni è sicuramente il classico Tolkeniano, però ultimamente ci siamo anche buttati molto sulla lore di Warhammer, che sicuramente ha molto più da dire riguardo la razza fantasy di cui parliamo.
Da quando avete iniziato nel 2009, come pensate che la vostra musica e il vostro approccio alla scena metal italiana siano evoluti fino ad oggi?
Sinceramente abbiamo visto negli ultimi anni cambiare molto la mentalità e l’approccio alle nuove band da parte del pubblico italiano;
siamo passati da 100 a 1000 persone, e si è abbassata tantissimo l’età media degli spettatori. Questo ci ha fatto capire che, oltre a godere di fama maggiore nel nostro paese, c’è stato un ricambio generazionale importante nel mondo della musica, con persone più interessate e aperte alle novità.
Avete avuto l’opportunità di suonare con band rinomate come Wintersun, Finntroll ed Epica. Qual è stata la vostra esperienza più memorabile durante queste collaborazioni o concerti?
Per noi tour e concerti del genere sono stati la nostra scuola.
Abbiamo capito e imparato come funziona il mondo della musica in tour, con tutte le sue regole non scritte da rispettare rigorosamente (se non vuoi trovarti in situazioni spiacevoli).
Il vostro nuovo album, “Warfront”, è uscito recentemente. Qual è il tema principale o il messaggio che volete trasmettere attraverso questo nuovo lavoro?
“Warfront” uscito nel giugno del 2022 è sicuramente un album che ha segnato una svolta importante nella nostra carriera, dovevamo azzeccare la mossa giusta dopo la situazione pandemia Covid.
La guerra è un tema sicuramente molto forte, sia nel mondo del fantasy che nella storia dell’uomo, con molte facce e sentimenti, e non volendo purtroppo aveva anche un riscontro attuale nel mondo ed era un tema caldo.
Questo album spazia tra differenti scenari, ed è sicuramente uno degli album più ambiziosi che abbiamo composto.
Durante la vostra carriera, avete suonato in festival prestigiosi come il Wacken Open Air. Qual è stata la vostra performance live più emozionante o indimenticabile e perché?
Sinceramente i concerti dove mi sono emozionato di più sono stati quelli in-door, il pubblico è molto meno numeroso, è più intimo ed hai l’attenzione e la risposta di tutti (si spera :D) i presenti.
Quando suoni davanti a 10/20 mila persone sicuramente c’è molta soddisfazione, ma ti godi meno la reazione del pubblico.
Come è stato il vostro processo creativo per la realizzazione dell’album “Warfront”? Ci sono sfide particolari che avete affrontato durante la produzione di questo lavoro?
Questo album è stato molto difficile e “diverso” dai precedenti; la pandemia ha reso impossibile per molti mesi il semplice “incontrarsi e comporre” quindi abbiamo optato per fare tutto in via telematica.
Un album sicuramente che riflette il tempo che stavamo vivendo, molto più oscuro, meno scherzoso e party-mode, ma più solenne e epico.
La vostra cover di “Diggy Diggy Hole” dei The Yogscast ha ottenuto un grande successo. Cosa vi ha spinto a scegliere questa canzone e come avete reinterpretato il brano nel vostro stile musicale?
La scelta di “Diggy Diggy Hole” dei The Yogscast per una cover riflette l’affinità tra il tema fantasy della canzone e lo stile musicale distintivo della vostra band, i nani!
Volevamo fare questa canzone solo per il mercato giapponese, come bonus track, ma il nostro manager ha avuto la visione: “questo dovrà essere il vostro primo singolo!”
Siamo sempre stati un gruppo molto serio e far uscire come primo singolo una cover, oltretutto anche molto leggera e “sciocca” se così possiamo definirla sicuramente ci preoccupava ma la nostra reinterpretazione ha messo in risalto il ritmo incalzante e l’energia, trasformando “Diggy Diggy Hole” in un inno epico che risuona con i fan del genere metal e fantasy.
Quando lavori sempre bene il colpo di fortuna ci sta ;)!
Cosa rende unico il vostro approccio alla scena metal italiana e quali credete siano i vostri punti di forza distintivi rispetto ad altre band?
Se si parla di argomenti, siamo la prima band di “nani” nel mondo, ma a parte questo io credo che ci siano dietro livelli artistici di composizione molto alti;
mi capita spesso di ascoltare altre band, nuove band che fanno parte della nostra scena, e tutte mi ricordano qualche band o canzoni specifiche di alcune band già note e risentite.
Pochissime band hanno un identità specifica e univoca musicalmente, e noi siamo una di quelle.
Questo secondo me, è molto più importante di fama / soldi / views (anche a noi sinceramente sta andando bene anche i “numerini”), e ci mette sicuramente in una rosa ristretta di band internazionali con un grosso margine di crescita.
Guardando al futuro, quali sono i vostri progetti e obiettivi principali come band? Ci sono collaborazioni o tour imminenti che potete anticipare ai vostri fan?
In ottobre 2024 faremo sicuramente uno dei tour più grandi e importanti della nostra carriera: Powerwolf + Hammerfall + Wind Rose.
Sarà uno di quei tour che spazzeranno via tutto, venues enormi da migliaia e migliaia di persone; in Italia questa carovana di gloria passerà dall’Alcatraz (MI) palco A, quindi si parla di 3500 persone che è un numero molto grande di persone considerando la scena metal.
Siamo convinti che con questo tour ci sarà un ulteriore step up di popolarità, anche perchè ci saranno molte novità prima del tour 😉
Grazie mille per l’intervista, ci vediamo al prossimo concerto!