Come è nata l’idea di Darkvoid e qual è la storia dietro il suo sviluppo tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020?
Ho sempre voluto fare musica, esprimere me stesso attraverso il Death Metal, che è il genere che amo. Dopo la fine del percorso con gli Howls Of Grey, ho deciso di creare qualcosa di mio, personale e senza rotture di scatole di alcun tipo.
Inizialmente, Darkvoid era una one-man band di Alessandro Riva. Puoi condividere la storia di come il progetto si è evoluto in una band con più membri?
Ho sempre avuto il sogno di formare una band. Oltre al canto, che è quello che preferisco, mi piace e appassiona comporre musica, ma sfortunatamente non ho le competenze per poter fare tutto da solo, così ho preso la decisione di affidarmi ad altre persone, ad amici, il che rende tutto più facile.
Quali sono le principali influenze musicali che hanno plasmato lo stile dei Darkvoid, specialmente considerando il passato di Alessandro Riva nella band Thrash/Hardcore Metal Howls Of Grey?
Adoravo quello che facevo negli H.O.G., ma le mie influenze sono sempre state altre. Sono innamorato del Melodic Death metal di stampo svedese (In Flames, At The Gates) e del Metalcore (Trivium, As I Lay Dying, All That Remains) ma anche di roba più Groove (Machine Head, Lamb Of God). Lo stesso vale, più o meno, per i miei compagni di band, con qualche influenza più Thrash/Death old school di stampo americano. Insomma… ci piace fare un mix!
Come ha influenzato la pandemia il vostro processo creativo e la decisione di pubblicare singoli durante quel periodo?
Ai tempi c’ero solo io, una one-man band. Chiuso in casa, l’unica cosa che volevo era partire, fare, qualunque cosa. Non avevo un genere prestabilito.
La collaborazione con Francesco Cucinotta e Carmine Prestipino legata alle storie di H. P. Lovecraft è stata una fonte di ispirazione chiave. Puoi raccontare come questa collaborazione ha influenzato la vostra musica e il vostro approccio creativo?
Dopo quella canzone, l’unica cosa che volevo fare era continuare a creare basandomi su quel mondo. Volevo approfondire quelle storie e raccontarle dal mio punto di vista, per quanto riguarda sia la musica che i testi. Sono riuscito a convincere gli altri, soprattutto Antonio (batterista), a seguirmi e ad aiutarmi in questo percorso.
Parliamo del vostro primo EP. Cosa possiamo aspettarci da questo lavoro in termini di sound e contenuti?
Sono cinque tracce, di cui una strumentale. Quindi quattro canzoni cantate, tratte da quattro diversi racconti di Lovecraft. In ordine: ‘Il Richiamo di Cthulhu’, ‘Il modello di Pickman’, ‘Nyarlathotep’ e ‘Azathoth’. Aspettatevi di sentire qualcosa di moderno ma non troppo, di brutale ma anche melodico. Di sicuro non vi annoierete.
Come avete affrontato la composizione dell’EP? Qual è stato il processo creativo dietro la creazione di questo gioiello del Death Metal?
Sono partito da delle idee maturate nel corso del tempo. Già dal 2020 avevo cominciato a conservare diversi riff su cui basarmi per un futuro lavoro. Quando mi sono confrontato con Antonio, ovviamente sono cambiate diverse cose, anche nell’approccio per quanto riguarda un paio di brani. Antonio mi ha aiutato a vedere le cose da un’altra prospettiva e possiamo dire di essere molto soddisfatti del risultato ottenuto.
Con l’evoluzione di Darkvoid in una band completa, come avete selezionato i nuovi membri? Come contribuiscono al vostro sound complessivo?
Prima di essere membri di una band, sono soprattutto amici che conosciamo da moltissimo tempo e come tali, conosciamo pregi e difetti. Sono entrati in punta di piedi ma sono stati fondamentali per far uscire questa piccola bestia così com’è. Col tempo sapranno come lasciare sempre di più il segno.
L’EP sarà rilasciato il 15 marzo 2024. Cosa rappresenta questa data per voi e cosa vorreste che i fan provassero ascoltando il vostro lavoro?
Per noi rappresenta un nuovo inizio, una base solida da cui partire e migliorare, tutti insieme. Speriamo solo di poter vedere un sorriso soddisfatto sul viso delle persone che ascolteranno e… perché no, anche qualche osso rotto.
Oltre all’EP, quali sono i vostri piani futuri? Avete già in mente nuovi progetti o obiettivi che vorreste raggiungere come band?
L’unica cosa che ci interessa adesso è portare ‘The Great Horror’ alla gente. Esibirci e far vedere a tutti che ci siamo anche noi. Ovviamente non è cosa semplice dato che stiamo in Sicilia e che ognuno di noi ha il proprio lavoro/università ma ci proveremo e lo faremo! Per quanto riguarda uscite future, ci stiamo pensando. Stiamo iniziando già a comporre qualcosa per un full album. Ma forse prima faremo qualcos’altro, chissà? Non ci fermiamo mai e non vogliamo farlo.
Grazie mille per aver condiviso con noi la storia di Darkvoid e il dietro le quinte del vostro progetto.