Abbiamo il piacere di conversare con i Kaledon riguardo alla loro epica saga musicale ‘Legend of the Forgotten Reign’. Parleremo dei momenti salienti del loro percorso attraverso gli anni.
La vostra saga musicale “Legend of the Forgotten Reign” è stata suddivisa in sei capitoli. Cosa vi ha spinto a creare una storia così complessa e come avete integrato questo concetto nella vostra musica?
Dunque in realtà l’ultimo album uscito nel 2022 è il capitolo 7! La storia è stata estesa fino a 9 capitoli, anche se per adesso non so quando saranno realizzati i successivi due capitoli.
Ho scritto la saga ad inizio del 1998, durante il mio servizio militare, ed ho avuto chiaro in mente sin da subito che avrei voluto tramutarla in musica.
Come è nata l’idea di scrivere un libro correlato alla vostra saga musicale? In che modo il libro “Legend of the Forgotten Reign” si integra con la vostra musica e viceversa?
Anche l’idea del libro è arrivata prima della musica. Di base dopo aver scritto un plot iniziale, ho iniziato a scrivere i primi capitoli del libro. Solo in un secondo momento ho creato la band e ho iniziato a mettere in musica le idee narrative del libro. Ogni capitolo del libro è un disco. Ogni disco ha x canzoni nelle quali è suddivisa quella parte di storia.
Potreste raccontarci come è stato lavorare con Jörg Michael come sostituto di David Folchitto durante la registrazione del terzo capitolo “Legend of the Forgotten Reign – Chapter III: The Way of the Light”? Qual è stata la vostra esperienza di collaborazione con lui?
È stato fantastico lavorare con un nostro idolo! Abbiamo imparato molto da lui e i giorni in studio sono stati memorabili! Su youtube c’è anche un breve making of di quel disco.
Avete avuto l’opportunità di esibirvi come opening act per Ronnie James Dio. Qual è stato il momento più memorabile di quell’esperienza e come ha influenzato la vostra carriera?
Suonare sullo stesso palco di Ronnie James Dio è stato unico! E la cosa bellissima è stata passare del tempo con lui che ci ha accolti senza scocciarsi mai delle nostre richieste di foto e autografi. Eravamo davvero molto giovani e fu in assoluto la prima occasione di suonare su un palco enorme e davanti un pubblico molto vasto.
Come avete affrontato la decisione di separarvi dalla SteelBorn Records e affidarvi alla Hellion Records e alla Universal Metal Production per la distribuzione dei vostri album? Qual è stata la motivazione principale dietro questa scelta?
Ci siamo separati da Steelborn dopo il terzo disco perché era un’etichetta che di base non era in grado di farci crescere. Ma non andò bene nemmeno con Hellion. Dopo siamo passati a Scarlet Records, Sleaszy Rider Records ed infine con Beyond The Storm Production che, ad oggi, è la migliore compagnia con cui ho mai lavorato.
Il vostro tour nel Regno Unito, Irlanda e Scozia come special guest dei Lordi nel 2013 ha portato molte opportunità per la band. Qual è stato il momento più memorabile di quel tour e come ha influenzato la vostra carriera?
Senza ombra di dubbio nel 2013 abbiamo raggiunto il nostro apice! È stato un periodo molto intenso che ci ha tenuti in tour parecchio tempo, sia di supporto che da soli. Abbiamo imparato moltissimo dalla vita on the road e siamo stati in grado di rendere più forte la coesione della band.
Il vostro concerto celebrativo per i 20 anni di attività è stato un momento significativo nella vostra carriera. Qual è stata la sensazione di riunire tutti gli ex membri della band per questo evento speciale?
È stato davvero bello avere QUASI tutti gli ex membri sul palco. Purtroppo due non hanno accettato di partecipare per motivi e personali, ma questo non ci ha impedito di festeggiare e di rendere unica la serata. È stato senza dubbio uno dei live più belli dei Kaledon
Come avete gestito la creazione e la registrazione del vostro ultimo album, considerando i ritardi causati dalla pandemia da COVID-19 e gli impegni di Michele Guaitoli con la sua altra band?
Teoricamente il disco nuovo è stato realizzato solo grazie al covid! A causa dello stop forzato di ogni attività live, Michele ha potuto dedicarsi al nostro nuovo album, Purtroppo però poi non siamo mai stati in grado di promuoverlo live a causa dei suoi impegni e del successivo split con 4/6 della band.
Dopo quattro anni di assenza dai palchi, come è stato tornare a esibirvi dal vivo nel giugno 2023? Qual è stata la reazione del pubblico e come avete vissuto questa esperienza dopo tanto tempo?
È stato molto importante per me tornare sul palco, perché non potevo accettare il fatto di chiudere con i Kaledon perché non andasse agli altri. Ho richiamato il cantante Marco Palazzi e il batterista David Folchitto, e ho aggiunto Francesco Ciancio alla seconda chitarra. Questo mi ha permesso di ritornare a suonare dal vivo ed ovviamente è stato bellissimo. Certo ero teso perché non suonavo da tanto, ma è andata bene e non vedo l’ora di tornare dal vivo.
In che modo questa nuova formazione influenzerà il vostro sound e la vostra direzione musicale futura? Ci sono nuovi elementi o approcci che introdurrete con i nuovi membri della band?
In realtà non cambia molto perché sono praticamente tutte persone che avevano già lavorato nella band… tranne Francesco Ciancio che è un chitarrista fenomenale e sicuramente saprà apportare freschezza alle nuove composizioni, quando ci saranno.
E infine, c’è qualcosa che desiderate comunicare ai vostri fan e ai potenziali nuovi ascoltatori riguardo alla vostra musica o alla vostra visione come band?
Beh voglio sicuramente dire ai più giovani che devono imparare ad ascoltare la musica tramite il supporto fisico e non solo tramite lo streaming perché questa nuova tendenza ha ucciso le band medio piccole. Le band che non vanno in tour per 150 date l’anno, trovano i loro fondi solo nella vendita di cd e vinili. Se considerate che le vendite si sono praticamente azzerate, non sarà difficile immaginare che non ci sono più fondi per le attività delle band. L’ascolto in digitale paga solo pochi centesimi, e quindi sarà difficile produrre nuovi album senza fondi.