Nel panorama musicale esistono progetti che vanno oltre la semplice composizione di canzoni e diventano veri e propri movimenti culturali. Rock contro il Bullismo, nato nel 2018 dall’iniziativa di Salvo “Ironwill” Dell’Arte, è uno di questi. Un progetto artistico a 360 gradi che fonde musica, fumetti, illustrazioni e fotografia per sensibilizzare su tematiche sociali profonde come il bullismo e il disagio adolescenziale.
Oggi siamo qui per approfondire questa straordinaria iniziativa e scoprire il mondo del Psychological Rock direttamente con il suo ideatore, Salvo “Ironwill” Dell’Arte. Come è nata l’idea di Rock contro il Bullismo e quali sono stati i primi passi per realizzarla?
Ciao, intanto grazie di cuore per l’opportunità di potere approfondire il progetto con mezzi che vanno oltre l’ascolto della nostra musica. L’idea è nata in concomitanza con il nuovo progetto musicale inizialmente solista e dopo diventato un progetto corale con i miei bandmates. Lo spunto è il bisogno di esprimere con forme comunicative ciò che non solo io sento di fronte alle sfide quotidiane delle emozioni e degli inciampi emotivi, ma anche condividere i percorsi psicologici e interiori che alla fine sono comuni a tutti noi. Non sono capace di scrivere di guerrieri, battaglie, draghi o voli lisergici: lo hanno fatto meglio i Manowar, i Black Sabbath e i Pink Floyd. Io so scrivere solo di ciò che provo e vivo. Quindi è sostanzialmente un progetto autobiografico, rivelatosi poi universale.
Qual è stata la reazione del pubblico a questa iniziativa?
Ogni volta siamo stupiti della profondità del pubblico di fronte alle tematiche trattate; ho scoperto come molti problemi siano diffusi nel sottobosco delle persone. Ad ogni live c’è occasione di scambio con coloro che, anche solo per caso, hanno assistito al concerto. Il mio stupore cresce quando suoniamo all’estero e vengo avvicinato da ragazzi che, con in mano il fumetto, vogliono parlare di emozioni; è una connessione unica.
Il personaggio di Jonathan è ispirato a una storia reale o è un simbolo del bullismo?
È ispirato ad una storia reale autobiografica
Qual è il significato dello specchio nel concept di Jonathan’s Journey?
Lo specchio è bifronte: la realtà oggettiva e il desiderio di evoluzione. Nello stesso momento tu puoi vedere ciò che sei in quell’istante e ciò a cui ispiri essere con la tua forza di volontà. Lo specchio è la fusione del tuo Io.
Come nasce l’idea dell’alter ego Ironwill e quale messaggio trasmette?
L’alter ego Ironwill rappresenta per me la chimera dell’evoluzione di ognuno di noi che, in fondo, non è irrealizzabile se veramente ci si vuole evolvere. È il risultato di errori, dolori e gioie verso la maturità.
L’album è stato pensato come un viaggio di crescita. C’è un messaggio che speri arrivi forte a chi lo ascolta?
Tutti i nostri album e singoli parlano di percorsi di crescita perché, come ti ho detto, sono gli argomenti dei quali so cosa scrivo e riesco a esprimermi. Spero che i messaggi arrivino e sono fermamente convinto che nell’ambiente metal, a dispetto delle apparenze, vi siano anime sensibili su questi argomenti. L’album al quale stiamo lavorando adesso è ispirato ad Enea, l’antieroe che viene sballottato dal Fato, che cade e si rialza ogni volta anche senza gesta epiche: insomma è l’uomo comune che persevera con tenacia nei suoi valori: tutti noi siamo Enea.
Dopo il rock, hai deciso di esplorare il blues con il progetto B2B Back to Blues. Come mai questa scelta?
In effetti sia con B2B che col successivo Full Lenght “Breakout” mi sono concesso il lusso di spaziare con sonorità blues ma anche funky miscelate col metal grazie alle potenzialità espressive degli altri membri della band che sono immensi colori di una tavolozza alla quale posso attingere nelle composizioni.
Come è nata la collaborazione con gli altri artisti del progetto?
Inizialmente Ironwill era un progetto solista; dopo avere collaborato con artisti fantastici ho trovato ora la perfetta line-up della band. Fin da subito arricchita con Calvin Duke al basso col quale condivido discorsi profondi per affinità elettive ed esperienze di vita. Con l’album Breakout entrano in pianta stabile due delle più belle voci che ho mai ascoltato: Sherrie che viene prestata dalla lirica, ma con forti tendenze rock e Jareth Skullek voce maschile con sonorità uniche. Completa la task force Mr. Z che non è solo il batterista, ma soprattutto co-produttore con me di Jonathan’s Journey, B2B e del prossimo album in produzione. Ci sono in atto novità che comunicheremo prestissimo con l’inizio del tour 2025.
Il progetto ha avuto un impatto concreto su chi ha vissuto situazioni di bullismo? Hai ricevuto feedback particolari?
Si, sia nelle occasioni dei live sia in ogni occasione i cui si ha un contatto diretto con le persone; non solo sul bullismo, ma soprattutto sugli argomenti di evoluzione personale trattati. C’è molta empatia su queste tematiche se si riesce a rompere la sottile corazza che inevitabilmente si crea nella comunicazione personale per la delicatezza degli argomenti.
Il fumetto tratto dall’album è un’idea originale per sensibilizzare i più giovani. Qual è stata la sua accoglienza nelle scuole?
Accoglienza favorevole, purtroppo rallentata dall’epidemia Covid che ha stoppato le iniziative che avevamo ideato in presenza nelle scuole, ma non demordo. L’arte e le tematiche non hanno scadenza come il latte.