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Intervista a Blax

Il progetto BLAX è nato durante il lockdown del 2020. Come ha influito quel periodo sulla vostra ispirazione e sul processo creativo?

Il lockdown ha influito molto poco. Il progetto e i pezzi erano, per gran parte, già in fase di creazione, per mano e mente di Giampaolo Polidoro (Blax) che, a qualche settimana dall’inizio della pandemia, ha collaborato a distanza con Marco Fanella (Hektor) per la stesura dell’album. 

Quali erano le vostre influenze principali quando avete iniziato a lavorare su “Meravilia”?

L’idea è stata quella di un progetto horror-gothic, in mente già da vari anni, ispirato a band come i Death SS, Alice Cooper, Ghost.

Quando il progetto è diventato una band vera e propria nel 2022, come si è evoluto il vostro sound con l’ingresso di nuovi membri?

In quel momento, il sound era già ben definito, in linea con il progetto creato. I nuovi membri si sono adattati benissimo alle sonorità e lo stile di “Meravilia”

Qual è il concept dietro “Meravilia”? Ci sono tematiche ricorrenti nel disco?

Il concept è quello di una famiglia di stampo gotico, dove abbiamo le figure de “il padrone” (Blax), “il maggiordomo (Hektor), “il custode” (Hexen), “il giardiniere” (Anon), un famiglia isolata con i prorio segreti, emozioni e ambizioni.

Il vostro debutto live è avvenuto in grande stile al Masters of Rock 2023. Com’è stato salire su quel palco per la prima volta?

Il debutto in Italia è stato qualche mese prima, a Roma. Il Master of Rock, il nostro debutto all’estero, è stata un’occasione che ci ha regalato grandi emozioni. Trovarsi accanto a realtà importanti, grandi nomi è stato qualcosa di importante per noi, ma soprattutto ricevere molti feedback positivi da un pubblico che, fino ad allora ignorava la nostra esistenza, è stato veramente una grande gioia e spinta per fare ancora meglio.

Il mini tour in Bulgaria con gli ARALLU è stata un’esperienza importante. Come ha reagito il pubblico al vostro sound?

Sono state 5 date strepitose, dal punto di vista musicale e di interazione con un pubblico; ci siamo trovati in una realtà molto differente dalla nostra, anche per le sonorità, e abbiamo avuto un grande successo, raccogliendo vari consensi da persone che ancora adesso continuano a seguirci nei concerti dell’est-europa.

Durante il 2023 avete suonato in diversi paesi. C’è stata una data o un momento che vi è rimasto particolarmente impresso?

Tra le varie date del 2023, sicuramente quella di Londra,  al “Celestial Darkness Festival”

Ma è nel 2024 che abbiamo i momenti più importanti : il migliore al Masters of Rock, che, in quell’anno, vedeva la partecipazione di nomi come gli Accept, Judas Priest,  Bruce Dickinson, uno dei palchi più grandi dove abbiamo suonanto fino ora, anche a livello di pubblico, ma anche  “RockCastle” e “Ostrava Festiva”, tutti festival molto seguiti, con grande affluenza.

Con l’uscita di Massimiliano Bergo e l’ingresso di Luca Urbinati, come è cambiata la dinamica della band?

Sono cambiate le energie, in termini di positività, due ottimi batteristi, differenti nel sound e nell’approccio allo strumento. Al momento siamo entusiasti della scelta.

Avete anticipato che il nuovo album uscirà nel 2025. Potete darci qualche indizio sul sound e sulle tematiche?

Abbiamo da poco firmato con l’etichetta WormHoleDeath, l’uscita del nuovo album è prevista ad aprile 2025.

È un sound molto evoluto, che mantiene atmosfere gotiche, con linee melodiche incisive. Il resto lo scoprirete presto con l’ascolto, siamo ansiosi di condividere con tutti voi il nostro nuovo lavoro. 

Qual è l’approccio della band nella scrittura e produzione della musica?

Il processo creativo nasce principalmente da Giampaolo (Blax) con la collaborazione di  Marco (Hektor) che insieme progettano lo scheletro dei brani. Dopodichè il tutto viene arrangiato e definito durante una prima fase (demo tape) ed una fase finale, che coincide con l’incisione del disco.