TG METAL

Lo spazio dedicato alle band emergenti e non solo

Intervista a Demonia Mundi

Il progetto Demonia Mundi è nato nel 1994 con un’impronta sabbathiana e influenze del metal oscuro italiano. Come si è evoluto il vostro sound nel tempo, fino ad abbracciare il black metal norvegese?

Morlock: In realtà già dagli esordi la band aveva introdotto delle parti “black” all’interno dei brani… se ascolti la parte centrale di “My Criyng Queen” te ne accorgerai… e quello è un brano del primo ep “From The Deep…”. Con gli anni e con i vari cambi di line up diciamo che c’è stata una virata verso sonorità più estreme ma senza mai perdere comunque l’approccio primordiale… anche nella canzone più estrema troverai da qualche parte riff sabbathiani o tetri classici della NOSTRA tradizione…. e per nostra intendo italiana, in quanto adoriamo tutti i Goblin, Antonius Rex, Jacula e Death SS…

B3ast:  Si è evoluto  verso un genere più estremo anche in base ai nostri ascolti, il black metal è in superficie, ma sotto la suddetta c’è molto altro, ad esempio a parte i gruppi già citati ci sono parti thrash, parti più epiche ed alte orchestrali, abbiamo cercato però di mantenere una certa personalità senza snaturare troppo il sound degli esordi.

Il vostro primo full-length, In Grembo Mater…, ruota attorno al tema della Dea Madre e include strumenti rituali autentici. Come avete lavorato alla ricerca e all’integrazione di questi elementi? E qual è il reale significato del disco?

Daemonia: Comincerò col rispondere all’ultima domanda. Quella della Grande Madre è la prima forma cultuale in assoluto nella storia dell’umanità e sta al principio del Tutto. Le mie ricerca esistenziali mi hanno portato ad un viaggio a ritroso nel tempo cercando bramosamente queste origini sia con studi di carattere archeo-antropologico che con una ricerca esoterica approdando ad una scuola misterica di cui faccio parte; dunque con il dico vogliamo rendere non solo omaggio alla Dea ma glorificarne il principio stesso partendo dai reconditi abissi del grembo uterino, mistica del nostro stato interiore con un intimo viaggio che porta dalla morte alla iniziatica rinascita della vita col suo ciclo perenne ed imperituro. Prima di tutto abbiamo composto i pezzi e si è deciso che per rievocare quei tempi lontani la tastiera usasse esclusivamente strumenti arcaici ed inoltre che se ne includessero di veri, suonati e campionati direttamente da noi, grazie ad un amico che ne possiede in gran quantità essendo lui un appassionato e collezionista che per mestiere li commerciava. Tra di essi ve ne sono di veramente singolari, molti, quelli legati al buddismo tibetano ed alla tribù dei Naga (i cacciatori di teste dell’India, cannibali fino alla scorsa generazione), composti da reperti umani, come la famosa tromba tibetana suonata dai monaci bon, realizzata scavando una tibia di vergine, o tamburi ricavati da calotte craniche. In conclusione si è mixato il tutto con un lavoro certosino dando importanza sia all’aspetto musicale dell’assemblamento di oltre duecento tracce, sia a quello concettuale degli strumenti inseriti nel preciso punto sul pentagramma di ogni canzone.

Nel 2021 avete pubblicato anche il libro Mondo Demone, unendo musica ed esoterismo. Qual è il messaggio principale che volevate trasmettere con questo romanzo?

Daemonia: Questo romanzo, che ho scritto in chiave profetica e simbolista è nato dalla mia esigenza di mettere per iscritto il mio percorso di vita legato alla band che io non identifico come gruppo musicale o mezzo con cui noi assieme, cosa che condivido col resto della band, esprimiamo la nostra arte, ma è per me l’indirizzo della creazione e costante nutrimento di una creatura che ho concepito, a cui ho infuso con il primo alito l’anima, e di cui condivido l’identità. Il libro è di carattere iniziatico e percorre strade parallele integrate nel suo progredire dai testi delle nostre canzoni, per concludersi con la meta della Grande Opera, vale a dire il risultato finale, lo scopo del rito, un percorso di cui anche il lettore diventa partecipe e pellegrino, il cui risultato è anche suo personale,  cercando pure nella sua esperienza le chiavi per la decifrazione. Il romanzo assume dunque un carattere universale in cui ci si può immedesimare, che esula dalla nostra biografia e dal semplice racconto dei fatti, che preciso, viaggiano anche in forma esplicita oltre che simbolica e lì dove può apparire allegorica perché sembra esagerata e fantastica potrebbe in verità descrivere la pura e semplice realtà poiché relativa a frangenti di carattere paranormale realmente accaduti.

In Sanguine… è un album che riprende tracce dai vostri vecchi demo e le riarrangia, con un unico inedito. Perché avete deciso di rielaborare questi brani e cosa rappresentano oggi per voi?

Morlock: In realtà il progetto iniziale era quello di fare solo un remaster di “In Hoc…” in quanto e in tutta onestà il mixaggio/mastering originale non ci ha mai convinto fin dagli esordi… e volevamo rendere giustizia ad un signor album. Poi avevamo qualche inedito e qualche vecchio brano che stavamo riprovando in quel periodo e date le tematiche trattate nei brani molto attinenti a quelle di In hoc abbiamo deciso di unire il tutto e fare questo Full!

B3ast: doveva essere un remaster come detto ma aggiungendo gli inediti ha acquistato una sua identità ben precisa, fra l’altro riallacciandosi agli esordi ed ampliandone la struttura è come se avesse cambiato pelle.

Il concept dell’album ruota attorno al potere del sangue e alla sua dimensione mistica. Potete approfondire questa visione e il legame con la canzone Our Eucharist?

Daemonia: In realtà tutto gira attorno a lei, il nostro cavallo di battaglia, senza questo pezzo non sarebbe esistito il concept, il cui motto è “my power is in your blood!” apice catartica di “Our Eucharist” che tratta del massimo dono che si possa fare alla persona che ami: donare te stesso, nel corpo e nel sangue che rappresenta la vita per antonomasia. Questo significa donarsi totalmete, dove questo dono è reciproco, ed è il massimo che si possa fare: è la chiave, nell’atto magico sessuale, non solo in amore (che pure vi è incluso nel suo senso universale) per l’apertura delle porte dell’altrove cui s’accede alle aule della conoscenza suprema. 

Il titolo In Hoc Signo Vinces è stato reinterpretato in chiave dissacrante. In che modo il vostro approccio si oppone alla narrativa religiosa tradizionale?

Daemonia: Noi vogliamo un mondo libero dai dogmi e purtroppo siamo stati oppressi dalla terribile tirannia di una Chiesa spregiudicata e crudele la cui pietra di fondamenta è stata la menzogna ed ancora oggi nella nostra tradizione anche chi se ne sente libero ne è in realtà inconsciamente condizionato. Noi combattiamo realmente questa ipocrisia coi nostri mezzi, lanciando messaggi non solo distruttivi contro un subdolo nemico, ma anche costruttivi che fungano da sprone, proclamando ed immaginando fantasticamente il crollo del vecchio potere capitanando una nuova legittima demonica rivolta guerriera che sorga dall’inferno metafisico della vessazione per reimpossessarci del nostro liberale impero dei lucidi sensi che abbiamo perduto, strappatoci dalle grinfie di un dio crudele. Questa nuova ribellione, dopo quella Degli angeli caduti, sotto l’egida dello stendardo dei Demonia Mundi Ovviamente quest’ultimo periodo è provocatorio recitando questa parte che sentiamo realmente nostra: in quanto artisti è nostro dovere farlo.

Il vostro logo richiama la stella thelemita e parlate di un “nuovo Eone”. Che ruolo ha la filosofia thelemita nella vostra musica e nei vostri testi?

Daemonia: Facciamo una distinzione tra due espetti assolutamente distinti: la stella thelemita ha ispirato il nostro logo, con un espresso omaggio al Maestro Frater Perdurabo, alias Aleister Crowley, che diede inizio all’Eone solare di Horus e che avviò la più emblematica rivoluzione magika del secolo scorso, i cui insegnamenti segnano in principio la filosofia stessa dei Demonia Mundi ma non ne sono l’eclusiva: dall’altra parte c’è il messaggio artisticamente ludico che i Demonia Mundi vogliono dare ed è quello di un nuovo eone, un nuovo Verbo sotto la loro bandiera, il loro logo, che è un proclama di carattere essenzialmente fantasioso nonostante le nostre tematiche siano affrontate con l’approccio della massima serietà, come serio è il secondo aspetto che dà risposta alla tua domanda, vale a dire quello del nuovo vero Eone che soppianta il precedente: è quello Lunare di Maat, ufficialmente proclamato dalla Grande Loggia dei Maestri d’Amore e di Compassione della Grande Fratellanza Universale nel 2000, cui Crowley stesso apparteneva: l’Eone di Maat è sotto il governo della Grande Madre… con riferimento al nostro precedente lavoro.    

In The Circle and the Star si evoca un rito propiziatorio prima della “battaglia tifoniana”. Quali riferimenti esoterici ci sono dietro questo brano?

Daemonia: La stella inclusa nel cerchio è un clichè della ritualistica magica e si dice che serva a preservare dalle forze avverse il celebrante che vi sta dentro, delimitando uno spazio protettivo durante il rito di evocazione. La canzone rievoca un rito di sacrificio di sangue con in palio la sua medesima vita. Tutto è frutto in chiave allegorica oltre che magica della battaglia interiore dei sentimenti contrastanti che si sviluppano dentro di noi in momenti di estrema sofferenza che se non ben gestiti possono portare una persona all’autodistruzione.

Come vedete l’attuale scena black metal italiana e il vostro posto all’interno di essa?

Daemonia: Negli ultimi anni la scena prolifica e vi si nutre un grande interesse e noi ci siamo orgogliosamente dentro ed in ottima compagnia ma pur avendo già composto secondo i canoni di quel genere preferiamo non classificarci come una band black metal se non nel significato più lato che quel termine assume.

Morlock: Ti dico in tutta onestà che dopo i primi 2000 ho smesso quasi totalmente di seguire non solo il panorama italiano ma anche quello mondiale se non qualche ascolto sporadico…Per quanto riguarda la scena italiana… beh abbiamo condiviso il palco con Inchiuvatu per dirtene una..

B3ast: non mi va di rinchiudere i Demonia Mundi in un unico genere, io stesso non seguo molto la scena black metal perché in genere ho ascolti piú sul death e thrash metal senza mai disdegnare il metal classico, però posso dirti che ho scoperto da poco i nostri connazionali Progenie Terrestre Pura e sono davvero notevoli.

Se doveste consigliare un brano a un nuovo ascoltatore per introdurlo nel mondo di Demonia Mundi, quale scegliereste e perché?

Daemonia: Sicuramente “Our Eucharist”, di cui abbiamo parlato. All’interno vi troviamo un po’ tutte le sfumature che ci caratterizzano, dalle più atmosferiche e darkeggianti alle sfuriate black in un crescendo progressivo. Per i palati più duri suggerirei “Et in Arcadia Ego” per le sue ritmiche veloci e potenti e “My Crying Queen” per i romanticoni, con atmosfere sognanti su voce femminile e l’intermezzo recitato in elfico.

Morlock: Direi “Our Eucharist” in quanto canzone che rappresenta il filo conduttore tra il “vecchio e nuovo” materiale…e della nuova era direi “In Hoc Signo Vinces” e “Alesa”, per me probabilmente le più rappresentative.

B3ast: La già citata “Our Eucarist” che fra l’altro chiude da sempre i nostri concerti, “Demonia Bolla Summa” ed “Et in Arcadia Ego” fra le nuove.

Avete pubblicato due full-length a distanza di pochi anni. State già lavorando a nuovo materiale? Ci sarà un ulteriore sviluppo della vostra visione musicale?

Daemonia: Abbiamo già abbastanza materiale per un nuovo disco ed è in fase di registrazione. Non uscirà nell’immediato e prenderemo il tempo che ci vuole per completarlo al meglio in ogni sua fase e lo anticipo, ci saranno delle piacevoli sorprese soprattutto per i nostri più affezionati fans che ci seguono dal principio, poiché è previsto un “ritorno alle origini”, che in realtà non abbiamo mai trascurato neppure negli ultimi lavori ma in futuro la nostra impronta più classica si farà maggiormente sentire.

Morlock: Assolutamente si, come si suol dire i cerchi si devono chiudere… in tutti questi anni

tantissimi brani sono stati messi da parte in quanto non attinenti per tematiche o sonorità ai lavori in uscita, ma mai dimenticati… nel prossimo album abbiamo concentrato tantissimo materiale che spazia tra il 2000 e oggi… trovando un ottimo filo conduttore tra i brani, nonché siamo praticamente agli sgoccioli per quanto riguarda il mixaggio… Non aggiungo altro… ma sarà piuttosto particolare in quanto racchiude realmente 25 anni di noi…

B3ast:  Come detto stiamo lavorando a materiale nuovo e abbiamo anche rimesso mano a dei vecchi pezzi rimasti in fase embrionale, stavolta ci sarà qualcosa di diverso ma preferiamo non anticipare troppo.

Ammy, grazie per la gentilezza, l’attenzione e lo spazio che ci hai dato per poter esprimere al pubblico le nostre idee.

Demonia Mundi

Grazie a voi ragazzi, è stato un vero piacere!