La vostra band ha preso forma nel 2018, ma la lineup attuale è stabile dal 2022, anno in cui avete condiviso il palco con band del calibro di Extrema, Cripple Bastards ed Elvenking. In che modo queste esperienze hanno influenzato il vostro percorso musicale e la vostra crescita come band?
Aprire i concerti di band del calibro di Cripple Bastards, Extrema ed Elvenking ci è servito innanzitutto per far conoscere la nostra musica a un pubblico più ampio e per ricevere consigli da alcuni membri di questa band.
Quali sono le principali influenze musicali che hanno plasmato il vostro sound?
Le nostre influenze spaziano dai Sepultura ai Venom, dai Pennywise ai Misfits fino ai Municipal Waste: gruppi molto diversi tra loro, che però ci hanno permesso di sviluppare un sound personale, non ancorato a un solo genere.
Come descrivereste il vostro stile a chi non vi ha mai ascoltato?
Il nostro genere è un mix di Thrash e Heavy Metal con influenze Punk/Hardcore.
Il vostro debutto è totalmente autoprodotto. Quali sono state le maggiori sfide di questa scelta?
L’album è uscito in modo indipendente perché questo primo lavoro rappresenta al meglio ciò che siamo.
Qual è il significato dietro il titolo dell’album omonimo?
Abbiamo scelto di intitolare l’album in maniera omonima, proprio perché lo consideriamo la esatta rappresentazione della nostra identità musicale.
La tracklist ha titoli molto evocativi: c’è un concept o un filo conduttore che lega le canzoni?
L’album non ha un vero e proprio concept, ma l’intento è rappresentare il marcio della mente umana e le realtà che ci circondano, senza prendere una posizione chiara nei testi, ma semplicemente sbattendo in faccia all’ascoltatore condizioni tragiche che purtroppo esistono. I temi trattati spaziano dallo stupro alla necrofilia, dalla guerra alla religione, fino all’alienazione sociale e alle dipendenze. L’unico brano con un tono più ironico è Mr. Beer.
“Le leggi dell’umanità” è l’unico brano con titolo in italiano. C’è un motivo dietro questa scelta?
Le leggi dell’umanità è stato un esperimento: il testo è nato spontaneamente in italiano e funzionava già così, senza bisogno di tradurlo in inglese. Abbiamo deciso di mantenerlo nella nostra lingua sia perché ci piaceva il risultato, sia per avere almeno un brano in italiano.
Come è stato lavorare con Lorenzo Mariani e in che modo ha influenzato il sound dell’album?
Lavorare con Lorenzo Mariani è stata la vera svolta di questo lavoro. Non solo per la sua professionalità, ma anche perché ha contribuito attivamente con idee che hanno migliorato ulteriormente i nostri brani. Si è creata una collaborazione vincente: non si è limitato a registrare, mixare e masterizzare, ma ha anche svolto un ruolo da produttore. Per questo non possiamo che ringraziarlo.
Avete aneddoti interessanti legati alla registrazione del disco?
Abbiamo molti aneddoti legati a questo album. Il primo riguarda le difficoltà nella registrazione: è stato il nostro terzo tentativo, dopo due fallimenti. Nelle versioni precedenti non era previsto il brano Rapist Demon, mentre After the Apocalypse e Violent Storm erano inizialmente solo strumentali.
Avete in programma un tour per promuovere il disco?
Per il momento non è previsto un vero e proprio tour, ma a luglio suoneremo in apertura agli Onslaught al Rock and Bol. Il festival della città di Bolotana, che questo anno arriva alla sedicesima edizione!