TG METAL

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Intervista a 3 DI 3

Il progetto 3 di 3 nasce in provincia di Milano a fine 2023. Com’è avvenuto l’incontro tra di voi e come avete deciso di iniziare questo percorso insieme?

Il progetto musicale 3DI3 è nato nel novembre 2023 per quello che oggi definiremmo scherzosamente “un allineamento di pianeti” … in realtà ci ha visti tutti e 3 contemporaneamente disponibili in quel periodo perché avevamo chiuso ciascuno il proprio percorso musicale con le rispettive precedenti band ed eravamo tutti desiderosi di trovare finalmente le persone giuste con cui collaborare, aspetto questo che, per esperienza, viene prima di tutto, anche della musica.

Tutti e tre arrivate da esperienze musicali precedenti. Cosa volevate esprimere di diverso con questo nuovo progetto?

In decisa controtendenza con quanto si sente intorno, abbiamo deciso di adottare un approccio senza fronzoli e senza edulcorazioni musicali, sia per quanto riguarda quello che si sente sul disco sia per la componente live. Sappiamo di non esser allineati con le logiche del mercato musicale moderno ma riteniamo che conti di più sul lungo periodo una cosa fatta bene, sentita, condivisa e quindi sincera, che conserva la sua autenticità nel tempo anche se in un particolare momento storico non è di moda.

Avete scelto di scrivere in italiano, una scelta non scontata nel rock alternativo. Quanto è importante per voi comunicare nella vostra lingua?

I testi in italiano rappresentano una bella sfida nel rock alternativo. In passato abbiamo sempre scritto in inglese, più o meno pronunciato bene, ma con molta più semplicità ed immediatezza. Oggi scrivere in italiano riteniamo sia un valore aggiunto per far arrivare i contenuti in maniera chiara ed efficace e sono per noi una soddisfazione in più poiché ogni brano porta seco il suo messaggio…e con un pizzico di sano orgoglio possiamo pure dire che parliamo e scriviamo nella lingua più bella del mondo!

Nei testi affrontate temi sociali, ambientali e interiori. Da cosa nascono le vostre idee e come nasce un brano dei 3 di 3?

A differenza delle precedenti esperienze musicali dove la musica nasceva prima di ogni cosa, ci siamo imposti qui di prediligere il testo che deve fare da locomotiva di tutto il brano. Ci teniamo particolarmente affinché ogni testo possa contenere un messaggio e, in rari casi, qualora non ne abbia uno particolarmente a fuoco, mettiamo in primo piano l’intelligenza nel comunicare qualcosa. Dal punto di vista invece compositivo abbiamo moltissimo materiale che abbiamo già da parte ed a cui attingiamo ma sempre in funzione dei testi, cui partecipiamo tutti e 3.

Il vostro sound è ispirato al rock degli anni ’90 ma con un’impronta personale. Quali sono le influenze che più vi rappresentano oggi?

Il Rock per noi è anche un percorso interiore fatto di tante e diverse influenze. Sicuramente tra le influenze che accomunano tutti e tre e che riguardano i nostri giorni possiamo nominare i “Queens of the Stone Age”, “Foo fighters” ed i “Royal Blood” mentre tra gli italiani i “Marlene Kuntz”, “Il Teatro degli Orrori” e non da ultimi gli “Afterhours”!!

Negli ultimi mesi avete partecipato a diversi contest e festival, dal Rock Targato Italia al RockOnTheRoad. Quanto vi hanno aiutato queste esperienze a crescere come band?

Abbiamo partecipato a questi contest per capire più da vicino “come funzionano” i brani dal vivo e che tipo di riscontro restituiscono le persone che abbiamo incontrato. Dobbiamo dire che in fin dei conti la prima cosa che emerge, forse la più importante, è che le persone si accorgono di quello che trasmetti e quando questo è sincero, viscerale e per giunta in italiano, sei sempre ben apprezzato. In linea generale non è il contest in sé che fa crescere ma l’incontro con le persone e ti capita davvero di tutto, da quelli che si son montati già la testa a quelli che non hanno nulla da dire o perfino band bravissime ma fotocopie di altre ben più famose!

Aprire la data della Stef Burns League dev’essere stata un’esperienza forte: cosa vi è rimasto di quel momento?

È avvenuto tutto per caso perché siamo stati ingaggiati per aprirgli la serata al termine della serata di un contest. Il gestore ci ha notati e ci ha fatto presente che stava cercando una band di apertura per la serata milanese del suo “Little tour 2025”. Onoratissimi della cosa ci troviamo in men che non dica ad aprire per uno dei chitarristi più bravi del panorama internazionale con la sua meravigliosa band. Due cose in particolare ci sono rimaste impresse. La prima, è che c’era tanto suo pubblico in sala, ma man mano che il nostro live proseguiva, si è spostato spontaneamente dai lati della sala al centro davanti a noi ed è stata veramente un’emozione incredibile perché sentivamo che era la nostra musica ad attrarre. La seconda, più divertente, è che rispetto ai normali live in cui siamo abituati a muoverci come pazzi scatenati, qui abbiamo dovuto suonare quasi fermi… perché? Beh, perché tra i loro strumenti e le loro pedaliere astronavi c’erano sul palco troppi milioni di euro per poter pensare di muoversi solo di un centimetro!! Siamo stati prudenti e Rock allo stesso tempo, non facile, ma ci siamo riusciti!

A settembre è uscito il vostro primo album, “Il mostro sopra il letto”. Da dove nasce questo titolo e che significato ha per voi?

In questo disco abbiamo inserito quanto di più urgente avevamo la necessità di tirar fuori. Abbiamo voluto pensare ad ogni brano come se fosse una persona ed ecco che ogni traccia allora acquisisce per noi la sua faccia, il suo carattere e le parole che gli mettiamo in bocca. Noi tre abbiamo menti e mani differenti che hanno scritto cose differenti eppure, proprio perché il nostro percorso e la nostra storia è simile, proprio perché abbiamo qualche anno in più di esperienza, ci accomuna in maniera nitida la stessa consapevolezza del mondo che ci circonda, con tutti i suoi limiti e tutti i suoi orrori… ed è questo il “mostro sopra il letto” che noi oggi vediamo …

C’è un brano del disco che considerate il più rappresentativo del vostro percorso fino a qui?

Pur non avendo un brano preferito, abbiamo comunque scelto “Tutto qua” quale primo singolo da spingere nelle varie playlist, probabilmente perché è quello che consideriamo come nostro biglietto da visita. Si tratta anche del brano con cui chiudiamo tutti i nostri live al momento.

Dopo la pubblicazione dell’album, quali sono i vostri prossimi obiettivi?

Siamo persone fortemente irrequiete che hanno chiuso con precedenti band le proprie esperienze musicali che faticavano a sbocciare e concretizzarsi. Siamo consapevoli di esser noi la barca su cui viaggiamo e sempre noi il vento che soffia nelle nostre vele. Abbiamo già numerosi brani da parte che non hanno mai potuto vedere la luce e pensiamo prima o poi di lavorare sodo su quelli ma stiamo nel frattempo scrivendo tanto altro, proprio perché non riusciamo a fermarci. Troviamo veramente magico questo momento in cui ci sentiamo come un fiume in piena che tutto travolge al suo passaggio