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Intervista a Osvaoff

Dopo un percorso artistico iniziato giovanissimo tra rock e sonorità più melodiche, Osva sembra aver finalmente trovato la propria identità con Drowning, il nuovo album uscito il 10 ottobre 2025.
Un lavoro che segna una svolta decisa verso il Metal, dove rabbia, dolore e introspezione si fondono in un’unica voce sincera e viscerale.
Dalle prime esperienze con la band Daydream fino al periodo trascorso negli Stati Uniti, Osva ha attraversato un cammino di crescita e ricerca personale che lo ha portato a questo disco intenso e diretto, capace di mettere a nudo la sua parte più autentica.

In questa intervista ci racconta com’è nato Drowning, cosa si cela dietro le sue liriche e quale nuova consapevolezza ha raggiunto oggi come artista e come persona.

Nel tuo percorso musicale hai attraversato diversi generi, dal rock melodico al pop e al metal. Con Drowning sembri aver trovato finalmente una tua direzione precisa. Cosa ti ha spinto verso questo sound più oscuro e potente?

Nell’ultimo periodo ho ascoltato molto l’album Iowa degli Slipknot e da lì ho preso tantissima ispirazione. oltre a quello, l’anno che ho passato negli Stati Uniti ho visto parecchie band molto brave e mi è venuto un sacco di ispirazione. c’è anche il fatto che ho passato dei periodi un po’ bassi e quindi diciamo che dovevo far uscire la rabbia in un modo pesante.

Il titolo Drowning (“annegare”) evoca sensazioni forti di sofferenza e catarsi. Cosa rappresenta per te questo concetto e come si riflette nei testi dell’album?

Diciamo che è l’rabbia un po’ repressa che avevo in me ma anche molto la tristezza, la mancanza di certe persone, persone che mi hanno pugnalato da dietro e traumi che ho vissuto da adolescente, come per esempio il bullismo e tante altre cose.

Sappiamo che Drowning nasce da emozioni trattenute per anni. Scrivere e registrare queste canzoni è stato più un processo terapeutico o una forma di ribellione artistica?

Diciamo che prendo un po’ da entrambe, sia ribellione artistica che proprio sfogo personale, anche perché dopo il mio primo EP chiamato my reality ho provato certe emozioni forti.

Rispetto al tuo primo EP My Reality del 2022, quali sono i cambiamenti più importanti che senti di aver fatto, sia come artista sia come persona?

Diciamo che il mio EP era solo una rappresentazione di me e parlando musicalmente, non riuscivo ad orientarmi in un genere preciso. Al tempo ascoltavo molto emo trap, pop punk e anche del metal, ma ero più su questi generi qua.

Durante il tuo anno negli Stati Uniti hai collaborato come bassista turnista con i Couchsurf. Quell’esperienza ti ha influenzato nel modo di comporre o nel modo di percepire la scena metal americana?

Quando suonai con quella band, era anche per esplorare molto la scena americana e ho notato che lá va molto il punk, l’indie punk e roba molto più melodica. ovviamente parlo della scena underground. A me sinceramente non piaceva molto perché io cercavo roba più sul Metal. infatti, cercavo una band metal con cui suonare però loro poi mi hanno chiesto di fare il bassista tramite un’app e non volevo rifiutare perché comunque è un’esperienza e quindi al tempo prendevo anche la prima cosa che mi capitava. tutto sommato mi sono divertito un sacco e ho avuto la fortuna di conoscere persone nuove, simpatiche e anche con un bel talento musicale.

Il disco è nato tra due mondi: l’Italia in cui sei cresciuto e gli Stati Uniti dove sei nato. C’è una differenza di “energia” che hai percepito tra le due scene musicali?

Sì, diciamo che in America si sente di più l’energia caotica. quando le band suonano si sente proprio la rabbia e il pubblico partecipa molto a quello che fa la band e non stanno fermi a guardare e basta. qua invece ho notato che molta gente guarda e basta e delle volte addirittura c’è il silenzio di tomba ovviamente ogni posto è diverso dall’altro, però qua a me piacerebbe un vedere un giorno la gente interagire un po’ di più con le band, anche perché di band cariche qua in Italia, almeno per quello che ho visto io ce ne sono e sono molto brave e ti fanno muovere. Comunque in un modo nell’altro però diciamo che qui la gente è un po’ più timida tra 1000 virgolette.

Quali band o artisti hanno maggiormente ispirato il suono di Drowning? C’è qualche riferimento preciso o hai cercato di creare qualcosa di totalmente tuo?

In questo album, ho preso ispirazione da tantissime band tra cui Slipknot Breaking Benjamin Trivium e Bullet for My Valentine. Specialmente per gli Slipknot mi sono ispirato un sacco all’album Iowa. L’avrò ascoltato un sacco di volte e continuo ad ascoltarlo ogni tanto, perché mi piace quell’energia oscura che c’è nei brani e nei testi, per un periodo mi rappresentava un sacco quell’album.

Nei tuoi testi si percepisce una componente emotiva molto diretta, quasi autobiografica. Ti capita mai di censurarti o scrivi esattamente ciò che senti, anche quando è doloroso?

In questo album qui mi sono censurato parecchio. Avrei voluto dire tante altre cose, ma ho capito che forse non era il caso perché sarebbe stato un album molto più scuro. Però, nella censura, sono riuscito a trovare quello che volevo, quindi non mi lamento e per censura, intendo parolacce o altre cose che forse non è meglio parlarne.

C’è un brano di Drowning a cui sei particolarmente legato e che rappresenta meglio chi è oggi Osva?

Il brano a cui sono legato tantissimo e Rejected, perché parla proprio di un periodo della mia vita dove mi sentivo davvero rifiutato dalla società e da persone strette che io consideravo importanti al tempo.

Dopo Drowning, quale pensi sarà il prossimo passo del tuo percorso artistico? Hai già in mente una nuova direzione o preferisci lasciare che la musica ti guidi?

Sì, ho tantissimi progetti a cui sto già lavorando tra cui una è la mia band chiamata Lethexis dove al momento stiamo scrivendo il nostro primo EP. il secondo progetto è una band che ho con un rapper di Carpi chiamato Aster e il terzo progetto che sto facendo è una collaborazione con due amici molto stretti in cui stiamo sperimentando con tanti generi.

Un grazie a Osva per averci aperto le porte del suo mondo e per aver portato nel metal una dose autentica di verità e rabbia.